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Siamo già partiti per il Terzo Viaggio Musicale nella Sinfonia con l’Amico prof. Angelo Corioni che insieme alla signora Franca e a Walter Torti ci ha guidato attraverso le opere di GIUSEPPE VERDI in quattro incontri svoltisi da ottobre a dicembre 2013 in via del tutto straordinaria nell’Auditorium della Biblioteca San Giorgio. Grandissimi la partecipazione e il gradimento di questi primi pomeriggi.

Il Viaggio Musicale di questa stagione prosegue con RICHARD WAGNER con due appuntamenti il 15 gennaio ed il 12 febbraio 2014, in Saletta Mediateca alle 16.30.

Con i successivi incontri ascolteremo sinfonie da alcune opere di GIOACCHINO ROSSINI, ANTON BRUCKNER e GUSTAV MAHLER.

Data la limitata capienza della saletta, tutti gli incontri del 2014 sono riservati a

coloro che si sono iscritti, con priorità agli associati. Ecco tutto il programma :

Locandina__terzo

A conclusione del Viaggio Musicale dello scorso anno, gli Amici hanno raccolto le schede dedicate ai musicisti di cui abbiamo ascoltato i brani musicali, in una pubblicazione che è stata donata alla biblioteca insieme ai dvd musicali da noi acquistati, per permettere a tutti gli utenti di ripercorrere attraverso il prestito tutto il percorso, come una vera e propria guida.

La donazione dei dvd e delle guide all’ascolto è stata fatta in occasione del primo degli incontri di questa stagione, lo scorso 30 ottobre, e nello stesso evento è stato presentato il nuovo libro scritto dal prof. Angelo Corioni, primo di una collana denominata Frammenti Musicali : ” FRANZ SCHUBERT e il dono della melodia infinita”, dedicato agli Amici della San Giorgio.

“Finito l’insegnamento ai ragazzi, in pensione da alcuni anni, ho pensato di dedicarmi all’educazione musicale degli adulti. Lo desideravo tanto, ma non sapevo come fare, finché un’amica non mi ha parlato degli Amici della San Giorgio. Mi sono fatto coraggio, ho bussato alla loro porta e sono stato accolto a braccia aperte. Sono ormai quattro anni che ci si incontra, una volta al mese, da ottobre a maggio, per parlare, ma soprattutto per ascoltare, musica”

E’ grazie alla passione e alla disponibilità del nostro Amico Angelo Corioni che abbiamo l’opportunità di conoscere della buona musica in modo consapevole e piacevole, scoprendone molti aspetti che ad un ascolto non guidato non avevamo notato ed apprezzato. Grazie Angelo !

Per gli Amici della San Giorgio il 2013 è stato un anno pieno di soddisfazioni: il gruppo, sempre più numeroso ed affiatato, sta crescendo di giorno in giorno, e così la sua notorietà, grazie anche a tutte le attività che ci hanno visti impegnati nella nostra bellissima biblioteca ma anche “fuori dalle mura”.

In questi mesi del 2013 abbiamo fatto molte cose ed ottenuto ottimi risultati su tutti i fronti, ma ve ne parleremo dettagliatamente nei prossimi articoli, cercando di colmare il vuoto di pubblicazioni sul blog che abbiamo lasciato per dedicarci con tutte le energie allo sviluppo sia della pagina facebook sia dei servizi continuativi svolti da volontari e al consolidamento dell’associazione, con ottenimento del riconoscimento ed iscrizione all’albo.

Intanto stiamo mettendo a punto diverse iniziative per il 2014, mentre continua, con l’edizione straordinaria per i bambini di questi giorni (da oggi pomeriggio fino a sabato 4 gennaio), il nostro Mercatino delle Occasioni Di Libro in Libro, che periodicamente riesce a dare nuova vita a vecchi libri creandone di nuovi, attraverso la raccolta di libri usati che vengono donati all’associazione, venduti ad un prezzo veramente accessibile a chi desidera diventarne il nuovo proprietario e poi magari vuole farne un regalo ai propri amici; il ricavato del mercatino viene utilizzato sempre per acquisto di libri nuovi da regalare alla biblioteca per il prestito. Un meccanismo che si crea e si alimenta grazie all’entusiasmo e alla disponibilità di tutti, veramente in linea con le esigenze di risparmio e riciclo di questi tempi “duri” e molto piacevole da gestire e ricco di soddisfazioni. Anche nell’ultima edizione, di dicembre, al nostro mercatino sono stati venduti oltre 1000 libri!

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A. DVORAK : Chi sono stati i miei maestri ? Io sono stato a scuola dagli uccelli, dai fiori, dagli alberi, da me stesso e da Dio !

1841

8 settembre Dvořák nasce nel villaggio di Nelahozeves, a nord di Praga, sulle rive della Moldava, da František, macellaio, locandiere e violinista dilettante, e da Anna Dzeněk. Il padre gli dà le prime lezioni di violino.

1853

Nel villaggio di Zlonice va  a scuola di tedesco da Anton Lichmann, che essendo anche musicista gli dà lezioni di pianoforte e lo impegna come violinista nella sua orchestra. Ne intuisce il grande talento  musicale.

1857-59  

A Praga frequenta la scuola di organo, a spese di uno zio; ne esce con il diploma accompagnato da questo giudizio: “Ha grande talento, ma è più portato per le attività pratiche, che per quelle creative”.

1860-75

Suona soprattutto come violista in orchestra e compone ballabili e musica da camera. La sua prima sinfonia – Le campane di Zlonice – è del 1865. Nel 1866 siede nell’orchestra del Teatro Nazionale praghese, dove viene rappresentata “La sposa venduta” di Smetana. È per lui l’occasione stimolante a scoprire e valorizzare le tradizioni musicali popolari.

1875

Partecipa a un concorso indetto da Ministero austro-ungarico della cultura per “artisti giovani, poveri e di talento”. Vince il premio  e una borsa di studio di 400 fiorini d’oro, per 5 anni. Della giuria fa parte anche Brahms che simpatizza con lui e lo prende sotto la sua protezione. È questo per lui un anno fortunato e l’inizio di una carriera travolgente di compositore e di viaggi musicali in Europa; l’Inghilterra se ne innamora fino a farne quasi il musicista nazionale. Compone in questo periodo le “Danze slave”, un concerto per violino e uno per pianoforte e orchestra; la prima sinfonia pubblicata dopo 5 inedite, lo “Stabat Mater”, scritto dopo la morte di suoi 3 figli; alcune opere teatrali, tra cui “Il contadino furbo”, e l’oratorio “S. Ludmilla”.

1891

Ha un invito inatteso a dirigere il nuovo conservatorio di New York, da parte di una ricchissima signora, Jeanette Thurber, che gli garantisce 15000 dollari annuali. Il musicista accetta per due anni e il primo ottobre 1892 prende possesso dell’incarico, a cui si dedica con molto impegno. Nel tempo libero va alla scoperta della musica popolare americana, soprattutto di quelle afroamericana e indiana. Di questa ricerca è frutto la sinfonia “Dal nuovo mondo”.

1895

Lascia definitivamente gli Stati Uniti dopo 3 anni e si ritira nella sua tenuta di Visoká, dove continua a comporre opere(Russalka) e poemi sinfonici.

1901

È nominato direttore del conservatorio di Praga. Ma sarà per poco. Infatti, sofferente di insufficienza renale morirà il 27 aprile 1904, pochi giorni dopo aver presentato al pubblico l’ultima sua opera ”Armida” accolta freddamente.

 “Il suo linguaggio musicale è fluente e spontaneo e in lui rivive quella gioia del “far musica” che è stata da sempre tipica degli slavi in generale e dei cecoslovacchi in particolare” (Giacomo Manzoni).

 

La sinfonia “Dal nuovo mondo” in mi minore op.95

Ha la struttura di una sinfonia classica: è infatti divisa in 4 movimenti ed è presente lo schema E. S. R.

Primo movimento: Allegro molto, preceduto da un Adagio misterioso. I temi sono 3: il primo e il terzo vigorosi, il secondo di più fluida cantabilità. Dopo lo sviluppo, la ripresa è affidata al primo tema.

Secondo movimento: Largo, costruito su una indimenticabile melodia eseguita dal corno inglese. Nella parte centrale è presente un secondo tema carico di malinconia. Alla fine si risente il tema principale del primo movimento.

Terzo movimento: Scherzo. Molto vivace. Al  tema di apertura seguono 2 danze con richiami alla musica indiana e ancora una volta i corni risuonano il tema dell’Allegro iniziale.

Quarto movimento: Allegro con fuoco. Trombe e corni scandiscono imperiosamente il primo tema, interrotto da una dolce melodia del clarinetto. L’ultimo movimento è poi anche il riepilogo dei primi movimenti che  ripresentano le loro melodie principali.   

(A. Corioni)

SP_A0284SP_A0286SP_A0288Partecipazione attenta ed emozioni grandissime !

Grazie a Grazia e Marco.

Molto gradito l’omaggio offerto dalle nostre amiche di Fashion Zone : una rosa per tutte le donne … e non solo.

Tre fortunati hanno vinto i premi in estrazione offerti dagli sponsor, com molto piacere !

DOMANI 21 MARZO

IL SECONDO INCONTRO : si parla e si legge di Alda MERINI e della sua poesia !

con Grazia FRISINA

CORPO D’AMORE E DI FOLLIA

ore 17 in Auditorium Terzani !!!

nuovi premi, nuove emozioni !

saranno presenti anche

LE DONNE DI CARTA

E voi:

Avete seguito i nostri consigli di lettura ?

Fateci avere i vostri commenti ed emozioni via mail.

Oggi è l’8 marzo e gli Amici della San Giorgio desiderano invitare tutti ad una riflessione piuttosto che solo ad un divertente festeggiamento; quello che abbiamo pensato di offrire ai nostri associati ed a tutti coloro che vorranno partecipare è qualcosa di bello da godere insieme : una serie di tre incontri letterari e sulla poesia, dedicati all’universo femminile ma aperti a tutti, con l’auspicio di una grande partecipazione anche maschile che sarà molto apprezzata e gradita. Da segnare in agenda !

TRE INCONTRI LETTERARI a cura degli Amici della San Giorgio_Pagina_1

TRE INCONTRI LETTERARI a cura degli Amici della San Giorgio_Pagina_2

TRE INCONTRI LETTERARI a cura degli Amici della San Giorgio_Pagina_3

TRE INCONTRI LETTERARI a cura degli Amici della San Giorgio_Pagina_4

Mercoledì  13 marzo 2013,

stesso luogo stessa ora, come da programma,

ci gusteremo insieme l’ascolto

della Sinfonia Fantastica di Berlioz.

berlioz-tile300

Nel frattempo abbiamo già percorso insieme altre due tappe,

il 16 gennaio con Mendelssohn

ed il 13 febbraio con Brahms.

Eccovi le schede preparate dal nostro prof. Angelo:

Felix Mendelssohn_Bartholdy Felix Mendelssohn Bartholdy

Jakob Ludwig Felix Mendelssohn, fra tanti musicisti di origine modesta, è il musicista ricco, figlio della borghesia emergente, che a metà Ottocento, sostituiva la nobiltà nella prevalenza culturale ed economica.

Nato ad Amburgo nel 1809 da una famiglia di banchieri ebrei, si trasferisce a Berlino, dove il padre, per favorire l’integrazione dei figli nella società tedesca, chiede il battesimo per sé e per i suoi, aggiungendo al proprio cognome quello di Bartholdy, doppio nome del cognato Jakob.

Ragazzo prodigio si esibisce ben presto in pubblico e compone sinfonie per archi e brevi opere per uso familiare. Uomo di grande cultura, parla quattro lingue, conosce il latino e il greco, dipinge e viaggia molto, soprattutto in Francia, Svizzera, Italia e Inghilterra. A vent’anni riscopre e dirige a Lipsia la “Passione secondo Matteo” di J. S. Bach, dando inizio alla rinascita bachiana. Nel 1835 accetta la direzione del Gewandhaus di Lipsia, dove nel 1843 fonda il Conservatorio. Nel 1837 sposa Cecile Jeanrenaud, da cui ha cinque figli; l’ultima, nata nel 1845, è morta nel 1910.

Un giorno disse di sé: “Sono perfettamente gaio e felice”. Una felicità che durò solo fino al 1847, fino alla notizia della morte improvvisa dell’amatissima sorella Fanny, a cui era molto legato. Già sfinito per il superlavoro, si aggravò con paralisi alle braccia e alle gambe e frequenti deliri. Morì a Lipsia il giovedì 4 novembre 1847.

Composizioni da ricordare: Romanze senza parole, per pianoforte; Concerto per violino e orchestra; due Concerti per pianoforte e orchestra; Sogno di una notte di mezza estate: Ouverture (composta a 17 anni) e musiche di scena.

Le sinfonie

Mendelsshon compose cinque sinfonie, di cui le più eseguite sono la terza “Scozzese” , la quarta “Italiana” e la quinta “La Riforma”. Noi ascolteremo la terza e la quarta.

La “Scozzese”, nonostante la numerazione, è l’ultima composta da Mendelsshon nel 1842. Dedicata alla regina Vittoria, è frutto di un viaggio in Scozia, dove fu affascinato dal paesaggio e dai racconti delle leggende locali. È divisa in quattro movimenti: Allegro un poco agitato, caratterizzato da tre temi, e introdotto da un Andante con moto, una meditazione di sapore organistico; Scherzo (Vivace non troppo), in cui il clarinetto intona un tema gioioso, probabilmente di origine scozzese; Adagio, dove si confrontano un tema cantabile e un cupo ritmo di marcia funebre; Allegro vivacissimo, una cavalcata, o (se si preferisce) una danza a ritmo binario, che sfocia in un Allegro maestoso, un solenne inno di ringraziamento.

La sinfonia “Italiana, iniziata nel 1830, terminata nella primavera del 1833 ed eseguita a Londra nel maggio dello stesso anno, fu pubblicata nel 1851. “È il lavoro più gaio che abbia mai composto” – commentò alla fine – ed è certamente conseguenza del suo viaggio in Italia. Anche questa sinfonia è divisa in quattro movimenti: Allegro vivace, in cui indimenticabile è l’attacco pieno di slancio del primo tema; Andante con moto, un austero canto processionale; Con moto  moderato, un grazioso minuetto, che richiama il “Sogno di una notte…”; infine il Saltarello, solare, come gli era parso il Sud dell’Italia.

JOHANNES BRAHMS  Johannes-Brahms-Seated-In-001

Brahms chiude il lungo movimento sinfonico del 1800 austro-tedesco.

1833 – Nasce ad Amburgo. Gli dà le prime lezioni il padre Jacob, una specie di musicista ambulante.

1840 – Il suo primo maestro, Otto Cassel, a dieci anni, lo passa a E. Marxsen: ambedue intuiscono le eccezionali doti musicali del ragazzo, che, crescendo, studia, compone e, per mantenersi agli studi, suona con le orchestrine nelle taverne del porto di Amburgo.

1853 –  Per la prima volta esce da Amburgo, per una serie di concerti e conosce il celebre violinista Joseph Joachim, che lo presenta a Liszt, che però lo lascia indifferente, e a Schumann che lo saluta come “un nuovo astro nel firmamento musicale”. Ne nascerà una forte amicizia con Robert e Clara, che sarà il suo amore tenero e riservato per tutta la vita.

1853-1871 – È un lungo periodo di lavoro, di studio e di riflessione, prima di affrontare le grandi composizioni orchestrali: si perfeziona nel contrappunto, scrive musica organistica e corale (Requiem tedesco e Canto del destino), approfondisce la conoscenza degli strumenti dell’orchestra, compone musica da camera e un concerto per pianoforte.

1871 – Si stabilisce definitivamente a Vienna, dove viene nominato direttore artistico della Società degli amici della musica, di cui cura le esecuzioni strumentali e corali, proponendo programmi di musica antica, risalendo fino a Bach.

Ha solo 38 anni, ma si atteggia a persona anziana, trasforma il suo aspetto fisico, diventando a poco a poco un signore corpulento, trasandato, con capelli e barba lunghi e l’eterno sigaro in bocca. Sente alle spalle l’ombra di Beethoven: è arrivato il momento delle sinfonie.

Gli anni di Vienna sono anni di lavoro, di passeggiate, di vacanze con gli amici sui laghi svizzeri e austriaci e di viaggi (fu quattro volte in Italia). Ma viene anche per lui il momento del dolore e della malattia: il 20 maggio del 1896 muore l’amatissima Clara Schumann; Johannes il 30 aprile dell’anno dopo.

Le sinfonie di Brahms sono quattro, ma noi ascolteremo solo la seconda e la quarta.

La prima sinfonia in do minore op.68, cominciata nel 1862, fu completata, dopo lunga gestazione, solo nel 1876, quando Brahms si sentì sicuro di sé e di non sfigurare nel confronto inevitabile con Beethoven. Fu un grande successo e la sinfonia venne salutata come la “sinfonia decima”.

La seconda sinfonia in re maggiore op. 73 è del 1877, composta rapidamente e molto applaudita alla prima esecuzione. È detta “Viennese” o “ Pastorale”. È divisa in quattro movimenti:

Allegro non troppo: i tre temi, di cui uno, il terzo, dolcissimo, sono preceduti da una cellula di tre note, che sarà l’anima dello sviluppo.

Adagio non troppo: è un momento lirico, che si dipana su quattro temi malinconici e rassegnati.

Allegretto con spirito: una melodia di sapore agreste si alterna a un trio danzante, che richiama la vicina Ungheria.

Allegro con spirito: alla frenesia del primo tema si oppone la cantabilità affettuosa del secondo.

La terza sinfonia in fa maggiore op.90 del 1883, fu chiamata l”Eroica di Brahms”, perché espressione di un eroico pessimismo tipicamente brahmsiano. Fu accolta dal pubblico con perplessità.

La quarta sinfonia in mi minore op.98, eseguita il 25 ottobre 1885, sotto la guida dello stesso musicista, è il capolavoro sinfonico di Brahms e l’apice vertiginoso del sinfonismo classico-romantico. È in quattro movimenti:

Allegro ma non troppo: dopo un primo tema cantabile, quasi un sospiro, appare un secondo tema eroico, eseguito ritmicamente dai fiati, a cui ne seguirà un terzo assai grazioso.

Andante moderato: il primo tema introdotto dai corni, è affidato poi alla malinconia dei clarinetti; mentre il secondo tema è cantato dolcemente dai violoncelli. Il tutto è sottoposto a una intensa rielaborazione nello sviluppo. Allegro giocoso: è uno Scherzo in cui Brahms gioca appunto con i due temi, uno baldanzoso e l’altro brioso, con richiami vagamente ungheresi. Allegro energico e appassionato: è un omaggio a Bach. Un breve tema di  8 battute viene ripreso e trasformato in una serie di 31 variazioni, “modo antiquo” come una ciaccona bachiana. È la magistrale conclusione della sinfonia capolavoro.

MERCOLEDì 16 GENNAIO 2013

F. MENDELSSOHN – Sinfornia n.3 SCOZZESE e Sinfonia n.4 ITALIANA

Per chi volesse approfondire, pubblichiamo una scheda preparata dal nostro prof. Corioni su Schumann e le sue sinfonie che abbiamo ascoltato a novembre..

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Robert  Schumann

(Zwickau 1810-Endenich presso Bonn 1856)

a cura di Angelo Corioni

Robert  Schumann è il musicista romantico per eccellenza e la sua musica è prima di tutto espressione del cuore, che dilaga superando le forme tradizionali della composizione.

Infatti le sue sinfonie se da un lato sono per lo più composte osservando lo schema classico (esposizione, sviluppo, ripresa), dall’altro lo schema è superato quando rischia di comprimere il libero flusso della melodia.

Schumann ebbe una vita piena dal punto di vista musicale e sentimentale (riuscì a sposare, nonostante l’opposizione del padre della ragazza, Clara Wieck, di nove anni più giovane di lui, la più grande pianista del 1800) turbata però da periodi di depressione, che lo portarono al tentativo di suicidio, gettandosi nel Reno nel febbraio del 1854. Salvato da alcuni barcaioli, fu rinchiuso in una casa di cura a Endenich vicino a Bonn, dove visse gli ultimi due anni della sua vita, rasserenato di tanto in tanto da sprazzi di lucidità.

Compose ogni genere di musica, ma è ricordato soprattutto per le sue composizioni per pianoforte (Carnaval, Papillons, Fantasiestücke, Kinderszenen e Album fur die Jugend), per il bellissimo concerto per pianoforte e orchestra e per le quattro sinfonie.

La prima sinfonia, scritta in un momento di felicità, poco dopo il matrimonio con Clara, fu intitolata da Schumann stesso: “Sinfonia della Primavera”.

La seconda, composta dopo un periodo di depressione, ha un carattere più meditativo, quasi autunnale.

Abbiamo ascoltato insieme la terza e la quarta sinfonia. La terza, scritta a Düsseldorf nel 1850, è celebre per l’attacco orchestrale del primo dei cinque movimenti, ”Vivace”, a cui seguono lo “Scherzo” su un tema di danza popolare, il terzo, un breve Lied, il quarto “Maestoso”, come una solenne musica d’organo, e il quinto, ancora un “Vivace”, traboccante di gioia.

La quarta sinfonia, eseguita nel 1851, è un rifacimento di una sinfonia composta dieci anni prima, ma che non aveva avuto successo. È in realtà il suo capolavoro. I quattro movimenti sono collegati tra loro, in maniera originale, dal ritorno ciclico dei temi che la percorrono. Una introduzione lenta prepara un “Allegro” pieno di slancio, a cui segue una dolce “Romanza”; il terzo movimento è uno “Scherzo” vigoroso, interrotto da un “Trio” cantabile. Conclude la sinfonia un “Vivace” finale gonfio di vitalità.